Contenere l’impatto ambientale che l’uomo determina nel suo habitat, a seguito delle attività industriali, dei sempre maggiori fabbisogni energetici, dello smaltimento dei rifiuti e all’eccessivo sfruttamento ambientale ai fini urbanistici, è per l’edilizia del giorno d’oggi la vera priorità.

In quest’ottica la Bio-Edilizia si pone come obiettivo il recupero dell’attività edilizio-urbanistica riportando, attraverso lo sviluppo equilibrato e sostenibile dell’ambiente e delle fonti rinnovabili, l’uomo al centro dell’abitare. Ecco quindi che “l’habitat diventa la prima vera fonte di benessere!”

In concreto, la casa viene concepita secondo una corretta progettazione, tenendo conto della morfologia del terreno, dell’orientamento e delle sue dimensioni, costruita con materiali la cui produzione comporti un basso bilancio energetico, ed il cui utilizzo non determini sviluppo di gas tossici, emissione di particelle, radiazioni o gas pericolosi ed inquinamento dell’acqua o del suolo e che siano possibilmente riutilizzabili anche al termine del ciclo di vita dell’edificio.

Tali materiali, inoltre, devono possedere eccezionali caratteristiche di isolamento termico ed acustico ed una buona  permeabilità al vapore, inoltre devono essere elettricamente neutri ovvero tali da non alterare il campo elettromagnetico dell’aria e il campo magnetico terrestre, ed inalterabili nel tempo.

Insomma, l’abitare nella dimensione della Bio-Edilizia è sinonimo di benessere, salute e igiene, nonché di elevate prestazioni energetiche finalizzate a ridurre al minimo il fabbisogno energetico al fine di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, a salvaguardia delle risorse ambientali ed a tutela delle generazioni future.